DOMENICO ASMONE

Qual è il tuo primo ricordo legato all'arte?

 

Avevo sei anni E AVEVO appena imparato a leggere. Ricordo che rimanevo incantato nello sfogliare i volumi dell’ ‘Atlante della pittura’ con le tavole dei più famosi artisti da Giotto ai contemporanei.  Avevo sei anni, appena imparato a leggere, ricordo che rimanevo incantato nello sfogliare i volumi dell’ ‘Atlante della pittura’ con le tavole dei più famosi artisti, da Giotto ai contemporanei.  .

 

 

 

Su cosa si basa la tua ricerca, sia sul piano tecnico che concettuale?

 

 Sullo studio del colore, affinità, vicinanze, contrasti e dissonanze. Partendo dai famosi studi sul colore di Itten, fondamentali per capire come la percezione visiva si sposi o meno con l’emozione, cerco di strutturare i miei dipinti, ‘Cromatici’ perfezionando l’accostamento di 3-4 colori predeterminati, miscelando e giustapponendo le spatolate secondo creatività.

 

 

 

Quali artisti, del presente o del passato, sono un tuo riferimento o una tua fonte di ispirazione?

 

Paul Cezanne, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Joan Mitchell.

 

 

 

 

Pensi che oggi l'artista abbia, o debba avere, un ruolo “sociale”?

 

L’artista è sempre figlio del suo tempo, dunque ne è testimone e con la sua creatività ha il        compito di attraversare la realtà. In questo senso l’artista è protagonista della società che vive.

 

 

Cosa troverò di te nei tuoi lavori?

 

Passione, emozione e libertà. Necessarie per vivere oggi, indispensabili per dar sfogo alla creatività.

 

 

 

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