CHIARA PASSALACQUA

Qual è il tuo primo ricordo legato all'arte?

 

Il mio primo ricordo legato all'arte è l'incontro che ho avuto da bambina con Anselmo Crovara, un artista che oltre a creare colleziona da circa 50 anni utensili del lavoro contadino del passato, ma non solo: il suo archivio è infinito varia come la sua arte. Dalla raccolta fotografica  a oggetti, stampe, iconografie religiose legate a una tradizione ormai estinta, e ora conservata da lui. Per me sterminata ricchezza anche ora che sono cresciuta, ammiro il suo coraggio e il suo salvaguardare e tutelare oggetti che altri avrebbero gettato. È stato sarto ma anche fotografo, è stato cuoco ma anche pittore, è un uomo che con la sua debolezza cioè essere sordomuto ha creato un mondo intorno a sè e quando ne fai parte, com'è successo a me, non hai nessuna voglia di uscirne.

 

 

Su cosa si basa la tua ricerca, sia sul piano tecnico che concettuale?

 

Cerco di non pormi limiti sul piano tecnico quando sento l'esigenza di dire qualcosa e renderla visibile allo spettatore. La mia ricerca si basa essenzialmente su quel che più mi colpisce sia in senso positivo che negativo. Ma non per forza mi devo sentire ferita in prima persona, è come se sentissi delle energie che mi scatenano un improvvisa fantasticheria (rêverie) su come potrei esprimere quello che sento e del perché devo renderne partecipi gli altri. La mia ricerca parte proprio da questo senso di domanda permanente: "perché"?

Cerco di esprimere il concetto utilizzando tecniche che suggeriscono allo spettatore a porsi la “domanda” perché?

Cerco di creare immagini e forme coerenti. Progetto cercando la semplicità di cui parla  Bruno Munari -la semplicità è una complessità risolta-

 

 

Quali artisti, del presente o del passato, sono un tuo riferimento o una tua fonte di ispirazione?

 

….Giotto di Bondone. Tiziano. Sofonisba Anguissola.  Albrecht Durer.  Francisco Goya.  Giacomo Balla.  Alberto Giacometti. Rodko.

I primi artisti citati sono  I capi saldi,  punti di riferimento.  Non mi stanco di guadarli e studiarli, per me sono colonne portanti del mio tempio immaginario.

Joseph Beuys. Luise Bururgeois. Gina Pane. Marina Abramovic. Bill Viola. Eliseo Mattiaci Dirck Braekman. Roberto Coughi. Adrian Paci.

Sono artisti da cui prendo ispirazione ricchi, concettuali, pieni di grazia e verità nella loro esposizione.

 

 

 

Pensi che oggi l'artista abbia, o debba avere, un ruolo “sociale”?

 

Un artista ora deve avere un ruolo “sociale” e per averlo dovrebbe tener conto di quello che è successo prima di lui senza sentirsi unico. Credo che il non sentirsi “unici” in qualche modo crei un contatto con il mondo esterno. L'artista ha per me un ruolo sociale quando la sua opera è una metafora della realtà. Per me tutti gli artisti hanno un ruolo sociale, da gestire.

 

 

Cosa troverò di te nei tuoi lavori?

 

Nelle mie opere troverai la mia opinione nascosta nei ritratti con argilla o manipolata nelle sculture impressionata e modificata nelle polaroid. Le mie creazioni non sono il mio mondo,ma un ritaglio di istante che per me è da tener presente, per evoluzione  della mia idea. Idea astratta, idea malata,idea sociale, idea Libera.

 

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