ENRICA PASSONI

Qual è il tuo primo ricordo legato all'arte?

 

E' di quando guardavo con grande meraviglia le stampe, a casa di una vicina, di Gauguin. Ne ho fatto una riproduzione, avevo solo 13 anni.

 

 

Su cosa si basa la tua ricerca, sia sul piano tecnico che concettuale?

 

Mi piace rappresentare il mondo altro, o meglio altri, gli altri che siamo noi, con attenzione alle contraddizioni, dialogando tra presenze e assenze. Le tecniche, per arrivare ad esprimermi, variano dall’olio, alla carta, alla fotografia e non solo. E' una continua ricerca di soluzioni e materiali

 

 

Quali artisti, del presente o del passato, sono un tuo riferimento o una tua fonte di ispirazione?

 

A molti artisti guardo con interesse, molti nell’arte contemporanea i viventi. Uno sguardo particolare sempre ad Hopper, per come rappresenta e relaziona il soggetto ed il contesto.

 

 

Pensi che oggi l'artista abbia, o debba avere, un ruolo “sociale”?

 

Si, penso che l’artista debba, anche e non solo, avere un ruolo sociale. L’arte esprime e indaga la vita in tutte le sue dimensioni, una volta che esponi le opere condividi un pensiero che diventa pubblico e sociale. Tutto ciò che concerne la vita, le relazioni, i problemi di una società e dei suoi comportamenti, denunciarne le contraddizioni è sociale.

 

 

Cosa troverò di te nei tuoi lavori?

 

Nei miei lavori pur indagando sugli altri, ritrovo molto di autobiografico, le mie mancanze e le mie assenze che hanno rappresentato la mia esistenza.

 

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